Alla scoperta di Mediolanum

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Non dimentichiamo la storia di una città che è rinata anche dopo le più sanguinose distruzioni dei barbari nel medioevo. La pausa forzata è un’occasione per riappropriarci dei luoghi identitari del nostro territorio.

di Alessio Consorte.

E’ vero, siamo in piena emergenza Coronavirus, una specie di assedio, come in un film distopico.

Dobbiamo restare sbarrati in casa per etica civile, ma soprattutto per un dovere morale ed evitare il propagarsi del contagio: allora è forse arrivato il momento per fare una pausa e riscoprire la nostra amata metropoli.

Milano città di origine celtica, è fondata, secondo la tradizione dello storico romano Tito Livio, nel VI secolo a.C dal capo della tribù degli Insubri Belloveso dopo la sconfitta degli Etruschi: il nome originario fu Medhelan ovvero “in mezzo alla pianura” o secondo altri “in mezzo al santuario”. Diverse fonti concordano sulla sacralità di un luogo di culto, oltre che verso i solstizi in direzione delle levate eliache di Antares della costellazione dello Scorpione e di Capella dell’Auriga. Eventi fondamentali nel calendario celtico: quando queste stelle diventano visibili si celebrano importanti feste pagane (studi Gaspani – Cernuti – Tolfo, ndr).

Guardare verso il moto degli astri, è normale nell’antichità: anche il Colosseo, come ho avuto modo di scoprire e rendere noto nel mio lavoro di documentarista, conserva la sua posizione sacra verso l’asse del solstizio d’estate. Il Duomo di Milano sorge non lontano dalle rovine del tempio dedicato alla dea celtica Belisma o Belisama che i romani identificano con Minerva.

Il Solstizio di Roma © – Scoperta scientifica Ph. Alessio Consorte

Dopo la conquista romana del 222 a.C il toponimo cambia in Mediolanum; è attraversata da diversi fiumi e canali importantissimi che formano la rete dei navigli, arterie navigabili ottime per i commerci e gli spostamenti. I Celti erano grandi navigatori di questi corsi d’acqua che mettevano in comunicazione diversi percorsi fluviali della pianura padana: si arrivava direttamente al Lago Maggiore e nei pressi del Lago di Como. I romani creano anche un porto fluviale nell’area dell’attuale Via Larga, favorendo i commerci di Mediolanum in collegamento con l’Adriatico.

In alto a sinistra, il Duomo
Via Larga oggi- Google Earth

Milano città di acque piuttosto che di strade e palazzi. Un antico splendore che oggi possiamo ammirare nuovamente all’interno della Galleria delle carte geografiche nei Palazzi Vaticani. Tra i tanti nomi nella nostra Italia, ecco apparire come d’incanto Mediolanum, dipinta da Ignazio Danti nel 500 su commissione di papa Gregorio XIII, famoso per il calendario che utilizziamo nell’era moderna.

Mediolanum – Galleria delle Carte Geografiche – Musei Vaticani – Ph. Alessio Consorte

Possiamo ammirare anche Mediolanum sulla Tabula Teodosiana o Peutingeriana, un itinerario stradale redatto all’epoca di Teodosio il Grande sul finire del III secolo d.C e riprodotta nel 1265 da un monaco francese. Prende il nome da Konrad Peutinger che la eredita dal suo amico Konrad Celtes, bibliotecario dell’Imperatore Massimiliano I: oggi la Tabula è conservata nella Biblioteca Nazionale Austriaca a Vienna.

Mediolanum – Tabula Peutingeriana – Biblioteca Nazionale Austriaca – https://omnesviae.org/

Mediolanum, centro di scambi commerciali e culturali, capitale cosmopolita già nel 313 d.C grazie all’Imperatore d’Occidente Costantino: è il luogo scelto per annunciare la libertà di religione in accordo con l’altro imperatore d’Oriente Licinio. L’editto di Milano viene stipulato, anche se all’inizio in maniera verbale, vicino all’attuale Chiesa di San Giorgio al Palazzo nel quartiere Ticinese, favorendo l’ascesa del cristianesimo in epoca delle invasioni di popoli pagani.

Statua colossale di Costantino – www.museicapitolini.org – Ph. Alessio Consorte

Milano subisce molti assedi barbarici prima da parte dei Visigoti, poi da Attila e i suoi Unni: una tappa obbligata prima di recarsi a devastare la Città Eterna. Mediolanum cade nonostante un’eroica resistenza nel 539 d.C dopo quasi un anno di assedio da parte dei Goti capeggiati dal sanguinario Uraja.

L’esercito bizantino guidato dal generale Belisario, voleva intervenire per dare supporto agli assediati, ma un disaccordo con l’altro generale Narsete appena sbarcato in Italia ritarda l’invio di truppe. Sono gli anni della guerra greco-gotica che devasta l’Italia giù martoriata dalle migrazioni barbariche.

Mentre i Bizantini si attardano a raggiungere Milano gli stenti subiti dagli assediati si aggravano a tal punto che, come narra lo storico dell’epoca Procopio di Cesarea si riducono a mangiare cani e topi per sopravvivere alla fame. Quando la guarnigione imperiale si arrende la popolazione resta alla mercé dei barbari: le donne fatte schiave vengono cedute ai Burgundi, gli uomini massacrati sono trecentomila secondo le fonti. I moderni storici preferiscono ridurre il numero, comunque spaventoso, a trentamila: la città viene faticosamente ricostruita da Narsete per poi cadere nelle mani del re longobardo Alboino dopo qualche decennio.

Passano 500 anni e arriva Federico Barbarossa, l’imperatore che devasta e saccheggia Milano con la complicità delle città rivali del Nord, invidiose della sua bellezza e dei suoi successi.

Riscoprire le origini di Milano può servire oggi a farcela apprezzare ancora di più, amarla e rispettarla con devozione e gratitudine. Senza mai voltarle le spalle.

Alessio Consorte, fotografo e documentarista.

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